L'attore è come Dio

Aggiornato il: mag 25

L’attore, come Dio, conosce già il destino del suo personaggio, conosce anche le scelte che farà per raggiungere il suo obiettivo e spesso, deve accompagnarlo in un viaggio terribile, dal quale non può salvarlo, né dargli la giusta punizione. L'attore non può e non deve giudicare il suo personaggio, ma deve limitarsi ad entrare dentro di lui e vivere attraverso i suoi sensi, tutte le sue esperienze.


"Come"? (ovvero le circostanze date)

L'essere umano non è un essere Attivo ma Reattivo. Non vive attivamente la sua vita, ma reagisce alle circostanze date, ovvero si muove per necessità. Fin dalla sua creazione l'essere umano è destinato ad essere sottoposto a miliardi di stimoli (dalla soddisfazione degli impulsi primari come la fame o l'istinto ad accoppiarsi, fino al bisogno di conoscenza) che ne condizioneranno l'esistenza. L'attore, per poter creare un personaggio, deve invece Agire, deve quindi creare le circostanze immaginarie che metteranno il suo "sé personaggio" in condizione di Reagire in maniera credibile.


Questo processo si chiama "Autocondizionamento"


In sintesi

Ciò che è scritto su carta, dovrà prendere forma fisica, diventare immagine ed essere credibile agli occhi del pubblico. Questo avverrà tramite le reazioni del personaggio alle circostanze date, che saranno la conseguenza dell'autocondizionamento dell'attore, ovvero, la sua capacità di Vivere la realtà immaginaria creata dall'autore. Più forte sarà questa capacità creativa, più credibili saranno le reazioni del suo stesso personaggio.


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